Come potare la lavanda

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In questa guida ti spieghiamo come potare la lavanda, una pianta che appartiene alla famiglia della Laminaceae.

Il suo nome deriva dal latino in riferimento al fatto che questa particolare pianta, tipica della Provenza, veniva usata per detergere il corpo, profumando le acque termali grazie agli oli essenziali rilasciati dai suoi fiori.
Questa pianta caratterizza, in molte zone del bacino mediterraneo, i profumi dell'estate e ne colora i paesaggi. Una corretta potatura può far si che il suo profumo non svanisca ma che, al contrario, si intensifichi.

 

Come avviene la potatura della lavanda

potatura della lavanda

fonte foto: giardinaggio.it

La potatura della lavanda ha la funzione di rendere la pianta rigogliosa e profumata e allo stesso tempo di incrementare la produzione degli steli fioriti, utili a svariati scopi.

La lavanda ha nella sua struttura una parte legnosa. Bisogna distinguere il legno vecchio, in genere più spesso e situato nella parte più interna della pianta, da quello nuovo, laddove crescono le gemme.

Con forbici ben affilate si andranno ad effettuare dei tagli obliqui proprio sulla parte di legno nuovo, a due o tre centimetri dalla sua base, facendo attenzione a che il taglio non presenti sbavature. Un taglio eseguito in maniera poco corretta, esporrebbe la pianta a vari rischi quali funghi, parassiti e batteri.

E' opportuno dunque, oltre a disinfettare preventivamente le forbici, andare a coprire la parte recisa con del mastice cicatrizzante.

Quest'ultimo è molto importante nella potatura delle piante poiché, oltre che cicatrizzante, ha un'ottima funzione antiparassitaria. Il mastice cicatrizzante è possibile acquistarlo in appositi centri per giardinaggio o realizzarlo in casa, in maniera semplice, ad esempio mediante la formula L'Homme-Lefort.

Bisogna aver cura di eliminare gli steli che hanno già compiuto fioritura, eliminando quelli più fragili.

Vari tipi di potatura

Si distinguono in genere due tipi di potatura:

La potatura bassa è quella più energica, in cui si va ad agire più sulla parte legnosa e in cui la pianta viene “spogliata” dei suoi rami fioriti, proprio al termine del periodo di fioritura.

La potatura di formazione va eseguita ogni qual volta ce ne sia bisogno e consiste nell'eliminazione delle parti secche.

La rimozione delle parti secche come gli spicastri allocati sui fiori essiccati, che dovranno essere tagliati a circa quattro centimetri dalla loro base, viene detta anche cimatura.

Altre volte, vi è la necessità di andare ad eliminare alcune parti fiorite al fine di donare a ogni parte della pianta la luce di cui ha bisogno. Questo genere di potatura viene chiamato diradamento.

La scacchiatura, invece, consiste nell'andare ad eliminare i getti non fioriti, detti cacchi, al fine di favorire lo sviluppo dei getti fioriti.

Vi sono altre tecniche di “sistemazione della pianta” che possono avvenire anche senza effettuare tagli. Queste tecniche sono utilizzate sovente per un fine estetico: con il passare del tempo, la lavanda, tende a diventare più “legnosa” così che i rami possono essere piegati ad arco in una operazione che tende a rallentare lo sviluppo vegetativo, secondo la tecnica della curvatura.

Se il fine è invece quello di agevolare la produzione di rami nuovi, i rami possono essere ruotati parzialmente intorno al proprio asse nel procedimento che prende il nome di torsione.

I migliori strumenti per la potatura della lavanda

E' bene procurarsi delle forbici da giardinaggio, soprattutto nel caso di piante ancora giovani in cui la parte legnosa non è ancora molto spessa.

Nel caso contrario bisognerà ricorrere a delle cesoie a lame lunghe. Per raccogliere i mazzetti di fiori di lavanda, invece, vi è il tipico falcetto ricurvo dal bordo seghettato.

Le lame dovranno essere in ogni caso ben affilate, in modo da poter effettuare tagli netti e precisi. E' inoltre consigliabile disinfettare questi utensili, magari con dell'amuchina, affinché la pianta non si infetti.

 

Quando potare la lavanda

quando potare la lavanda

La potatura più energica va effettuata alla conclusione del periodo di fioritura che va da giugno a settembre, quindi è opportuno effettuarla entro la prima metà di settembre.
La cimatura va effettuata, nelle piante meno giovani, a ridosso del periodo di fioritura. Se la pianta è ancora giovane è consigliabile agire un po' più energicamente già in marzo, alla ripresa vegetativa.

Consigli utili

La lavanda cresce su terreni abbastanza asciutti quindi è consigliabile non innaffiare, se non in estate, e far si che nel terreno non vi siano ristagnamenti idrici.

Se viene messa a dimora in giardino, bisogna far sì che la pianta riceva abbastanza luce. La lavanda non ama gli ambienti umidi e il gelo. Per la messa a dimora si può utilizzare anche della comune erba da giardino.

 

Come usare la lavanda e perchè

I fiori di lavanda possono essere utilizzati per creare delle splendide composizioni floreali. I fiori, una volta essiccati, possono essere anche usati per profumare le stanze e gli armadi. I fiori possono essere essiccati appendendo il mazzetto a testa in giù, in un luogo fresco, per circa due settimane oppure all'aria aperta.

I suoi oli essenziali hanno un potere rilassante e antidepressivo. Possono essere usati anche per calmare le “colichette” dei neonati massaggiando la parte interessata con l'olio essenziale o facendolo inalare mediante diffusore.

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